"No hay igualdad social posible,
sin igualdad de cultura."

José Martì


13 maggio 2010

Pasticcio alla Global Business, ora si delocalizza in casa



Sono ancora lì, davanti allo stabilimento. Sono ormai due settimane che i lavoratori della Global Business di Grugliasco non lasciano i cancelli della fabbrica. Ci sono rimasti persino il Primo Maggio. E domani saranno a Torino, alla sede dell’Unione industriale, mentre ci sarà il primo incontro per discutere la procedura di cessata attività avanzata dall’azienda.
Ma anche in quel caso qualcuno rimarrà a presidiare, il timore è che i proprietari vogliano portare via i macchinari: un tentativo c’è stato a inizio settimana e da allora gli operi sono vigili. La Global Business, che occupa 48 dipendenti, produce ruote e lavora in gran parte su commesse della FIAT, nei giorni scorsi ha annunciato la volontà di chiudere, sostenendo che con gli attuali volumi di mercato non riesce a sopravvivere.

Ma gli operai e il sindacato non ci credono: l’impressione, e il timore, dei lavoratori è che in realtà la stessa produzione sia trasferita ad un’altra azienda della stessa proprietà, che però utilizza dipendenti di cooperative. E’ vicina, a Volvera a soli venti chilometri.
Marinella Baltera della FIOM non ha dubbi: “Siamo di fronte a un sistema di scatole cinesi. C’è un capogruppo, la Htl che riceve le commesse dalla FIAT, le smista alla Global Business che però non possiede né lo stabilimento né i macchinari che appartengono alla Fastek. Sono tutte imprese della famiglia Grosso.”
Per fare chiarezza la FIOM ha presentato un esposto a Guardia di Finanza, Inps, Ispettorato, Inail. Dice Baltera: “Vogliamo capire come sia possibile reggere un sistema a incastri che ha quale ultimo atto quello di lasciare quarantotto famiglie in mezzo a una strada”. La Global Business - di proprietà della ditta B.G. Financial Srl - ha utilizzato la cassa integrazione straordinaria per crisi da febbraio e dal 27 aprile a tutti i lavoratori è stato impedito l’accesso in azienda. I lavoratori la chiamano “serrata” e sostengono che è incompatibile lo strumento della cassa con la procedura di cessazione delle attività.
Baltera spiega che “gli smontaggi dei macchinari che sono avvenuti sono stati effettuati dalla ditta Fastek che ha affittato parte dei capannoni presso la ditta Mec Trans di Volvera e lì sistemato i materiali portati via”. E aggiunge: “il 29 aprile alcuni dipendenti Global Business sono stati avviati al lavoro a Volvera dove già operavano dipendenti della ditta Gsi che è riconducibile alla stessa proprietà”.

Adesso il sindacato chiede che venga ritirata a cessazione di attività. “E’ possibile utilizzare ammortizzatori sociali, come i contratti di solidarietà, per fronteggiare il calo di commesse. Ma il lavoro c’è e i posti si possono salvare. Questo diremo domani all’azienda e questo diremo alle istituzioni. La realtà drammatica è che lo spostamento a Volvera è stato voluto solo per poter utilizzare una cooperativa e lavoratori interinali. Non si delocalizza in Cina, ma a 20 chilometri di distanza per poter ridurre diritti e salari”.

da "La Stampa", del 9 maggio 2010

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